Tredici anni fa la mafia uccideva Vincenzo Vaccaro Notte e, pochi mesi dopo, il fratello Salvatore. I due, originari di Sant’Angelo Muxaro, fecero ritorno in paese dopo un periodo trascorso da emigrati in Germania ed aprirono un’impresa di pompe funebri che però faceva concorrenza a quella di proprietà di due fratelli vicini a Cosa Nostra. E così i due Vaccaro Notte, che non si vollero sottomettere ai ricatti, furono uccisi. Due eroi figli di un Dio minore, sottolinea con amarezza oggi Sonia Alfano, presidente della commissione antimafia europea, secondo la quale l’unico modo per onorare la loro memoria è tutelare chi, oggi, decide di esporsi, rifiutando compromessi e denunciando il racket. Senza dimenticare, conclude, le difficoltà dei testimoni di giustizia, per i quali occorre chiedere maggiore rispetto e più tutela da parte dello Stato.