Esplode in Sicilia la questione dei precari. A rischio la stabilizzazione di ben 22 mila lavoratori negli enti locali dell’isola. E questo per via della norma inserita in Finanziaria e impugnata dal Commissario dello Stato. E dal governo nazionale è arrivata la conferma che i fondi per i precari devono tenere conto del patto di stabilità. E non dovrebbero correre alcun rischio i 220 precari del comune di Agrigento. Sfuma il sogno di stabilizzazione per i 22 mila precari in servizio negli enti locali della Sicilia. E’ praticamente impossibile per la Regione prorogare i contratti di quasi tutto il personale e anche il rinnovo dell’incarico a termine è bloccato. L’articolo inserito nella Finanziaria che permetteva l’operazione, infatti, è stato impugnato dal Commissario dello Stato e così, da mercoledì, l’assessore al Lavoro, Lino Leanza, insieme al governatore Raffaele Lombardo sono a Roma per una soluzione alla faccenda. Intanto, anche Roberto Visentin, presidente dell’Anci, l’Associazione dei Comuni Siciliani, ha ammesso che “tutti, o quasi, i Comuni sfioreranno il patto di stabilità se rinnovano i contratti. Inoltre, ha aggiunto, c’è una legge regionale che prevede che la spesa per i precari non può superare il 50 per cento di quella corrente. Tutti i Comuni, senza deroghe, sfiorerebbero anche questo tetto”.  Intanto i palazzi istituzionali della politica continuano a rimanere sotto assedio dei precari. Negli ultimi giorni si è assistito a continui sit in di precari di fronte al  palazzo dei Normanni, sede dell’Ars, ma anche all’occupazione simbolica dell'assessorato regionale al lavoro. Precari giunti a Palermo da tutta la Sicilia: più di 50 pullman carichi di lavoratori che chiedono la stabilizzazione.  Un clima pesante, pesantissimo per il parlamento siciliano, che sta lavorando per un articolo per la stabilizzazione degli Lsu, previsto in finanziaria ma impugnato, come detto, dal Commissario di Stato. Insomma, futuro altamente incerto per il grosso esercito dei precari siciliani, un bacino di oltre 15 mila persone con i loro sogni, le loro aspirazioni che rischiano di andare in fumo. Sono 220 i lavoratori precari, o meglio, dipendenti a tempo determinato, al Comune di Agrigento. Lavoratori impegnati da anni nei vari settori della macchina burocratica di Palazzo dei Giganti e che ormai rappresentano, per la loro competenza, un punto di forza nell’organico del Comune. Una questione sulla quale l’amministrazione comunale, guidata dal sindaco Marco Zambuto, è intervenuta negli ultimi mesi, anche con l’adozione di atti e provvedimenti interventi politici. Nell’ottobre scorso ai lavoratori è stato fatto sottoscrivere la proroga quinquennale dei contratti di diritto privato. Dalla Regione arrivano sempre meno fondi per il precariato. Ma nonostante le ben note difficoltà finanziarie in cui si muove il Comune, Zambuto si impegna ad assicurare una prospettiva a questi lavoratori.