Niente blocchi, solo presidi. I Forconi riprendono la protesta in Sicilia
Di Redazione Giornalisti del 03 Febbraio 2012 18:15 | Pagina visualizzata 122 volte
I forconi accendono nuovamente i motori dei loro Tir per una nuova protesta. E’ quanto stabilito al termine di una assemblea che si è tenuta ieri a Catania. Ma stavolta niente blocchi, ma solo presidi. Una protesta criticata dal presidente della regione.
Presidi e non blocchi. Scatta il secondo tempo della protesta dei Forconi in Sicilia. Dopo una settimana di tregua, durante la quale, a sentire i leader del movimento non sono arrivate le attese risposte dei governi nazionale e regionale, gli autotrasportatori di tutte le categorie produttive sono pronti a scendere con i loro Tir sulle strade. Stavolta con una strategia diversa, con presidi fuori dalla raffinerie siciliane e davanti ai pontili degli impianti per non permettere l'imbarco di carburante che viene esportato fuori dalla Sicilia. Nel mirino degli agricoltori non c’è solo la benzina. Verranno allestiti gazebo fuori dai municipi e dalle principali sedi della Serit, L’Equitalia siciliana. E questo per non penalizzare più i Siciliani e l'economia isolana, come avvenuto nelle settimane passate. Ma i pescatori minacciano di bloccare i principali porti della Sicilia. Una protesta che il presidente della Regione, Raffaele Lombardo, critica aspramente.
E a Lombardo replica uno dei leader del movimento, Mariano Ferro: noi non abbiamo bisogno di divertirci davanti alle telecamere, aggiunge: rappresentiamo una parte dei siciliani, quella parte che lavora e non guadagna. Ci siamo stancati di essere presi in giro e di essere catapultati da un tavolo all'altro. Vogliamo chiarezza, conclude.
Presidi e non blocchi. Scatta il secondo tempo della protesta dei Forconi in Sicilia. Dopo una settimana di tregua, durante la quale, a sentire i leader del movimento non sono arrivate le attese risposte dei governi nazionale e regionale, gli autotrasportatori di tutte le categorie produttive sono pronti a scendere con i loro Tir sulle strade. Stavolta con una strategia diversa, con presidi fuori dalla raffinerie siciliane e davanti ai pontili degli impianti per non permettere l'imbarco di carburante che viene esportato fuori dalla Sicilia. Nel mirino degli agricoltori non c’è solo la benzina. Verranno allestiti gazebo fuori dai municipi e dalle principali sedi della Serit, L’Equitalia siciliana. E questo per non penalizzare più i Siciliani e l'economia isolana, come avvenuto nelle settimane passate. Ma i pescatori minacciano di bloccare i principali porti della Sicilia. Una protesta che il presidente della Regione, Raffaele Lombardo, critica aspramente.
E a Lombardo replica uno dei leader del movimento, Mariano Ferro: noi non abbiamo bisogno di divertirci davanti alle telecamere, aggiunge: rappresentiamo una parte dei siciliani, quella parte che lavora e non guadagna. Ci siamo stancati di essere presi in giro e di essere catapultati da un tavolo all'altro. Vogliamo chiarezza, conclude.


