La Polizia di Caltanissetta ha arrestato, con altre cinque persone, l'ex presidente di Sicindustria Antonio Calogero Montante, attualmente presidente della Camera di Commercio di Caltanissetta e presidente di Retimpresa Servizi di Confindustria Nazionale. Gli arrestati sono accusati, a vario titolo, di essersi associati allo scopo di commettere più delitti contro la pubblica amministrazione e di accesso abusivo a sistema informatico, nonché più delitti di corruzione. L'inchiesta, condotta dalla squadra mobile di Caltanissetta, è coordinata dalla locale Direzione Distrettuale Antimafia. Tra gli arrestati, tutti ai domiciliari, ci sarebbero anche tre agenti della Polizia di stato che avrebbero fatto parte di una rete di spionaggio al servizio di Montante. A un sesto indagato è stato notificato un provvedimento di interdizione (sospensione per un anno dal lavoro)
Ai domiciliari finiscono pure Giuseppe D'Agata, colonnello che ha guidato la Dia di Palermo per poi approdare ai servizi segreti; Diego Di Simone ex sostituto commissario della squadra mobile di Palermo, assoldato da Montante come responsabile della sicurezza;Marco De Angelis, pure lui sostituto commissario ma in servizio alla prefettura di Milano;Ettore Orfanello che ha lavorato alla Polizia Tributaria palermitana; l'imprenditore Massimo Romano. Sospensione per un anno nei confronti di Giuseppe Graceffa, vice sovrintendente della Questura di Palermo. (ANSA)
Claudio Fava dei i Centopassi interviene sull'argomento affermando "A lungo protetto dall'ex presidente della Regione Crocetta e dall'ex senatore Lumia, chi consente ancora oggi al signor Montante di ricoprire quegli incarichi, nonostante da due anni sia indagato per reati di mafia? Quale sistema deviato di potere è stato costruito negli anni attorno a questo imprenditore? Quanti altri protettori occulti e palesi, dentro e fuori le istituzioni, hanno protetto la sua carriera? In attesa di una risposta, chiediamo - continua Fava - agli organi preposti, nonchè al presidente nazionale Confindustria Boccia e al presidente della Regione Musumeci, di adottare i provvedimenti urgenti ed opportuni affinchè Montante venga sollevato immediatamente dalle sue funzioni. Se ad accuse così gravi e circostanziate non segue un atto di autotutela delle istituzioni, rischia di prevalere il senso tragico e ridicolo dell'impunità personale."