E’ durata 24 ore la polemica a distanza tra il sindaco di Agrigento, Zambuto e l’assessore regionale, Gentile. I due hanno avuto un chiarimento dopo il polemico botta e risposta di ieri sul progetto per il rifacimento della rete idrica. E Arnone ha preso lo spunto per lanciare la proposta di istituire un tavolo dei saggi. Pace fatta. E’ durata 24 ore la polemica a distanza tra il sindaco di Agrigento, Marco Zambuto e l’assessore regionale alle Infrastrutture, l’agrigentino Luigi Gentile. Al centro dello scontro: il progetto relativo alla nuova rete idrica cittadina. Progetto che, aveva denunciato il sindaco, da otto mesi è all’esame degli uffici regionali in attesa del parere definitivo. Critiche che Gentile aveva spedito al mittente, precisando che i ritardi non sono del suo ufficio, ma addebitabili al Comune che non ha adempiuto alla richiesta di inviare nuovi incartamenti alla commissione regionale Lavori Pubblici. Moderata la controreplica di Zambuto che invita Gentile a percorrere assieme la strada dello storico traguardo di fare arrivare l’acqua corrente ogni giorno nelle case degli agrigentini. Chiediamo all’Ato idrico, responsabile unico del procedimento, di inviare le carte mancanti, è l’appello di Zambuto. Dunque, incidente chiuso. Il botta e risposta tra Zambuto e Gentile aveva dato lo spunto al consigliere del Pd, Giuseppe Arnone, di avanzare la proposta di istituire una sorta di tavolo dei saggi con al centro le emergenze di Agrigento. Un tavolo composto da amministratori comunali, con in testa il sindaco e assessori regionali e parlamentari, per pianificare e programmare interventi e soprattutto per conoscere gli iter burocratici di alcune opere. Agrigento, sostiene, è scottata dai tanti balletti di ritardi per quanto concerne gli aspetti burocratici. Da qui la necessità, aggiunge, di istituire un tavolo che, a cadenza mensile, si riunisca per fare il punto della situazione. E a suo giudizio il tavolo dovrebbe affrontare con urgenza tre questioni: il finanziamento della rete idrica, del dissalatore di Porto Empedocle e del rifacimento della strada per il nuovo ospedale. Per quanto concerne la vicenda del dissalatore, Arnone annuncia che la ditta che gestiva l’impianto ha inviato lettere di licenziamento al personale impiegato nella struttura. Occorre pertanto comprendere quale sia lo stato dell’iter per il riscatto dell’impianto da parte della Regione, così come sarebbe opportuno, conclude, fornire risposte puntuali e certe sulla possibilità di completare l’intervento della Regione sul nuovo ospedale, finanziando anche il rifacimento dell’attuale pessima strada di accesso.