Tassa di soggiorno. Albergatori e operatori turistici sul piede di guerra. L’assessore Sciacca si ribella e il sindaco Zambuto gli dà il ben servito.

Di Redazione Giornalisti del 11 Agosto 2012 18:50 | Pagina visualizzata 121 volte

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Albergatori agrigentini contro la paventata istituzione della tassa di soggiorno da parte del Comune. Questa vicenda ha fatto già la prima vittima: il sindaco Zambuto ha dimissionato l’assessore Giovanni Sciacca.
Albergatori della città di Agrigento sul piede di guerra. Pronti alla battaglia. Oggi prima riunione operativa. Presenti tutte le sigle sindacali di categorie per  studiare le strategie da mettere in atto, da portare avanti contro la decisione di Palazzo dei Giganti, per ora è solo una proposta, di istituire la tassa di soggiorno. Tradotto in soldoni  per fermarsi ad Agrigento il turista sarebbe costretto  a pagare quattro euro a notte, balzello destinato alle casse comunali per fare quadrare i conti sempre più  in grande affanno. Una questione che, a prescindere da come andrà a finire, una vittima l’ha già fatta. Giovanni Sciacca, espressione del mondo alberghiero, non è più assessore. Lui si è ribellato. Aveva  minacciato le dimissioni. Il sindaco  Zambuto gli ha dato il ben servito.
Al suo fianco ovviamente gli albergatori agrigentini, gli operatori della filiera turistica, pronti a fare barricate.
E Vittorio Messina, presidente della Camera di Commercio di Agrigento, parla anche di provvedimento illegittimo.

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