Accordo Europa-Marocco. A rischio agricoltura e pesca della Sicilia.

Di Redazione Giornalisti del 16 Febbraio 2012 18:38 | Pagina visualizzata 136 volte

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E alla Borsa del Turismo, come detto, è presente il sindaco di Ribera, Carmelo Pace, per promuovere i prodotti agricoli locali, in particolare l’Arancia Washington Navel. Prodotto a rischio a seguito del voto di oggi al Parlamento Europeo che ha dato il via libera all’accordo commerciale tra l’Europa e il Marocco. Un trattato che penalizza la Sicilia ed in particolare i settori dell’agricoltura e della pesca, già in crisi.
Europa contro la Sicilia. Il via libera del parlamento europeo all’accordo commerciale con il Marocco, con 369 sì, 225 no e 31 astensioni, rischia di mettere in ginocchio, per sempre, uno dei settori portanti dell’economia isolana: l’agricoltura. E così sulle bancarelle dei mercati ortofrutticoli, i consumatori troveranno accanto alle pregiate arance della Sicilia quelle del Marocco. Ma anche pomodori, fragole, cocomeri e aglio. Prodotti che potranno arrivare in Europa grazie a tariffe doganali basse o pari a zero. L’accordo liberalizza, in parte, anche il commercio di pesca, ma ha anche adottato una risoluzione che esprime una serie di preoccupazioni legate alle possibilità di frodi e di violazioni delle norme previste dal testo. L'accordo ha l'obiettivo di aumentare il commercio fra l'Unione e il Marocco e sostenere la transizione democratica che è iniziata in seguito alla Primavera araba. E naturalmente esplode la reazione in Sicilia. I vertici della Coldiretti paventano uno scenario devastante per l'agricoltura siciliana. Di fronte ad una presa di posizione così eclatante, sottolineano ancora, bisogna adesso attivare tutte le tutele per i produttori agricoli, anche alla luce dei diversi standard produttivi in termini ambientali, fitosanitari e di qualità dei prodotti originari del Marocco. Accordo contro il quale, già alla vigilia del voto, si era schierato il presidente della Regione, Raffaele Lombardo, che dopo essersi appellato al Primo Ministro Mario Monti ha così commentato: l’immissione sui mercati di questi prodotti crea un danno incalcolabile ai nostri agricoltori. E’ concorrenza sleale dovuta ai mancati controlli alle frontiere. I deputati europei siciliani hanno fatto fronte comune contro l’accordo.

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